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Stefano Trumpy (1945–2025) è stato un ingegnere e ricercatore italiano, riconosciuto come uno dei principali protagonisti dell’introduzione e dello sviluppo di Internet in Italia. La sua attività ha contribuito in modo decisivo alla costruzione delle prime infrastrutture di rete del Paese e alla definizione della governance di Internet a livello nazionale e internazionale.
Laureato in Ingegneria presso l’Università di Pisa nel 1969, iniziò la propria carriera occupandosi di telecomunicazioni spaziali.
Negli anni Settanta lavorò al programma del satellite italiano SIRIO, ricoprendo presso il Goddard Space Flight Center della NASA il ruolo di Flight Operations Manager, contribuendo a un programma che aprì la strada alle comunicazioni digitali via satellite e pose le basi tecnologiche per l’evoluzione delle reti di calcolatori.
Dal 1983 al 1996 fu direttore dell’Istituto CNUCE del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa. Durante la sua direzione, il 30 aprile 1986, il CNUCE realizzò il primo collegamento permanente italiano alla rete ARPANET, l’antenata di Internet. Quel giorno, l’Italia divenne il quarto Paese europeo a connettersi alla rete globale: un traguardo che segnò l’inizio della partecipazione italiana al mondo di Internet e che Trumpy ricordava come “un collegamento tra persone, idee e culture, più che tra computer”.
Nel 1987 gli venne affidata la gestione del registro dei nomi a dominio italiani “.it”, incarico che mantenne fino al 1999 come primo responsabile del Registro del ccTLD italiano. Successivamente rappresentò il Governo italiano nel Governmental Advisory Committee (GAC) di ICANN dal 1999 al 2014, partecipando ai principali processi internazionali di governo della rete. Fu inoltre membro del Security and Stability Advisory Committee di ICANN e rappresentante italiano nei gruppi europei dedicati alla Internet Governance.
Convinto sostenitore della diffusione della cultura digitale, nel 1992 promosse l’adesione del CNR tra i fondatori della Internet Society. Dal 2000 al 2018 fu il primo presidente della sezione italiana della Internet Society, della quale divenne successivamente presidente onorario. Attivo nelle azioni di sviluppo del processo del UN Internet Governance Forum a livello locale e globale è stato promotore di iniziative di dialogo intergenerazionale di condivisione di saperi.
Nel corso della sua carriera ha pubblicato numerosi articoli scientifici, partecipato a conferenze internazionali e promosso iniziative dedicate allo sviluppo delle competenze digitali e al dialogo sulle politiche della rete.
Stefano Trumpy è ricordato come uno dei “padri di Internet” in Italia. Il suo contributo non si limitò agli aspetti tecnologici, ma si estese anche alla definizione delle regole, delle istituzioni e delle politiche che hanno accompagnato la crescita della rete nel Paese. La sua opera ha lasciato un’impronta duratura nella ricerca scientifica, nell’innovazione e nella governance di Internet a livello nazionale e internazionale.

Nasce ad Arsiè, in provincia di Belluno, nel marzo del 1945, negli ultimi drammatici mesi della Seconda guerra mondiale. I primi segnali della gravidanza della madre, Licia, si manifestarono durante la precipitosa fuga dalla Toscana insieme al marito Luciano. I due lasciarono Livorno il 26 agosto 1944 diretti ad Arsiè. Fu a Modena che ebbero la certezza dell’arrivo di Stefano e, con quella speranza nel cuore, attraversarono il Po su un ponte di barche, nel pieno delle difficoltà e delle incertezze della guerra.….
Molti anni dopo, Stefano e il fratello Giovanni hanno ricostruito quella straordinaria vicenda familiare nel volume a circolazione privata I Genitori, la Guerra e il Ritorno a Livorno. Nel libro hanno raccolto, trascritto e commentato le lettere che i genitori si scambiarono durante gli anni del servizio militare di Luciano, le campagne d’Albania e di Grecia, la prigionia, la fuga verso Arsiè e, infine, il ritorno a Livorno nell’estate del 1945, a guerra conclusa, quando Stefano aveva solo pochi mesi di vita.
Pur avendo trascorso gran parte della sua carriera professionale viaggiando e lavorando in molti Paesi del mondo, Stefano non ha mai reciso il legame con la sua città. Livorno è sempre rimasta il suo punto di riferimento, il luogo al quale è tornato e che ha continuato a considerare la sua vera casa.
Stefano negli anni ’70 si è occupato di sistemi software per il controllo satellitare del volo, in collegamento con il Servizio Attività Spaziali del CNR che aveva un contratto con la NASA per il lancio del satellite SIRIO (acronimo di Satellite Italiano di Ricerca Industriale e Operativa), il primo satellite italiano per le telecomunicazioni. Passò due anni al NASA Goddard Space Flight Center presso Washington DC e il lancio avvenne nell’agosto 1977. Stefano svolse il ruolo di Flight Operations Manager per le operazioni di volo del SIRIO, nel pioneristico impianto delle telecomunicazioni spaziali italiane. “Avevo le dita fredde come ghiaccio quando ho dato il comando di accendere il motore di apogeo…quella è stata l’emozione più grande“. Stefano vi spiega tutto nell’intervista registrata alla NASA 30 minuti prima del lancio del satellite SIRIO.
“Ricordo un episodio della fase di controllo del volo presso il Goddard: prima dell’effettuazione di una manovra di controllo di assetto che avrebbe dovuto predisporre il Sirio per l’accensione del motore di apogeo, i computer centrali del Goddard andarono in panne e ci restarono per alcune ore. Con il gruppo del CNUCE presente al Goddard decidemmo di convocare i nostri colleghi a Pisa, nel cuore della notte, e facemmo eseguire a Pisa i calcoli che avrebbero dovuto essere fatti al Goddard. Questo ci permise di svolgere la manovra in perfetto orario e di non dover attendere l’orbita successiva, dopo il ripristino della funzionalità degli elaboratori del Goddard.”
Il lancio del Sirio da una postazione di Capo Canaveral in Florida nella notte del 26 agosto 1977 riuscì perfettamente e il satellite fu usato per una serie di esperimenti sulle telecomunicazioni, cui partecipano, tra l’altro, diversi Paesi d’Europa, oltre agli Stati Uniti ed al Canada.
Sirio si trova ancora lassù, in un’orbita circolare intorno al nostro pianeta a 36mila km di altezza. Stefano dice che “non dovrebbe mai tornare sulla Terra stando in quell’orbita, e ci resterà per diversi millenni. I rientri non sono assolutamente prevedibili ma in ogni momento a questo link possiamo sapere dove si trova il Sirio ora, dopo anni e anni dal lancio.
Stefano è stato Direttore del CNUCE del CNR di Pisa per 13 anni, dal 1983-1996. CNUCE, un acronimo ostico, difficile da pronunciare, in italiano, propriamente, non esistono parole che cominciano con “cn”. È stato una delle prime istituzioni scientifiche italiane nel campo dell’informatica. È ricordato in particolare per essere stato il primo soggetto italiano collegato in Internet. Nato come centro servizi, l’attività di ricerca ha avuto un formale riconoscimento alla fine degli anni ‘70. I gruppi di ricerca hanno poi raggiunto, nei rispettivi settori di competenza, riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale di tutto rispetto. Da quando Stefano diviene direttore del CNUCE nel 1983 e si impegna personalmente nel settore delle reti per la ricerca, occupando ruoli chiave a livello nazionale ed internazionale, c’è stato un incremento dello sforzo gestionale del CNUCE nel settore, con impegno di risorse ad alta qualificazione sfociate nei riconoscimenti e nelle performances vincenti nel giuocare un ruolo trainante nella costituzione della Digital Society.
Stefano per anni ha svolto una intensa attività a livello internazionale nelle comunità e le organizzazioni che aiutarono Internet a nascere, funzionare e a svilupparsi.
Figura di riferimento per la comunità scientifica e digitale, Stefano ha dedicato tutta la sua vita alla diffusione della cultura di Internet e dei valori di collaborazione e condivisione che ne hanno guidato gli inizi.
1 Ottobre 2025